PAESTUMpaestum

La zona archeologica di Paestum è uno dei principali parchi archeologici del mondo, dotato di un museo e, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Qui si possono ammirare, tra l’altro,  tre templi greci fra i meglio conservati.

Il sito fu abitato fin dall’epoca preistorica e fu sede di un’antica città della Magna Grecia, Paestum, città romana sorta sulla colonia greca di Poseidonia.

Dal 560 a.C. al 440 a.C. si assiste al periodo di massimo splendore e ricchezza di Poseidonia così chiamata in onore di Poseidone ma devotissima a Era e Atena.

In una data collocabile tra il 420 a.C. e 410 a.C., i Lucani presero il sopravvento nella città, mutandole nome in Paistom.

Nel 273 a.C. Roma sottrasse Paistom alla confederazione lucana, vi insediò una colonia cambiando il nome della città in Paestum. I rapporti tra Paestum e Roma furono sempre molto stretti: i pestani erano socii navales dei Romani; alleati che in caso di bisogno avrebbero fornito navi e marinai.

Nell’area della città, fin dal suo sorgere, furono distinte nella fascia centrale di uso pubblico aree con diverse funzioni: due  zone sacre, il santuario settentrionale e quello meridionale, con al centro lo spazio politico dell’agora sulla cui parte meridionale si imposterà il Foro di età romana.

Considerati esempi unici dell’architettura magno – greca, sono i tre templi di ordine dorico edificati nelle due aree santuariali urbane di Paestum, dedicate rispettivamente a Hera e ad Athena.

Paestum è attualmente circondata da una cinta muraria quasi totalmente conservata, con un perimetro poligonale che si sviluppa per circa 4,75 km.

All’interno della città antica è situato il museo archeologico nazionale di Paestum, uno tra i più importanti musei archeologici dell’Italia Meridionale, che raccoglie un’importante collezione di reperti rinvenuti nelle aree circostanti.

Numerose necropoli costellano l’area esterna alle mura. Una delle più grandi si trova a circa un chilometro dal sito archeologico ed è la necropoli del Gaudo, area estesa per circa 2000 m² in cui sono state rinvenute 34 tombe.

A circa 9 km dalla città di Paestum si trova l’Heraion alla foce del Sele, antico santuario dedicato alla dea Era, o Hera Argiva, protettrice della navigazione e della fertilità. La fondazione mitologica del sito è attribuita a Giasone e collegata alla spedizione degli Argonauti. Situato in origine alla foce del fiume Sele, oggi il santuario si trova ora a circa 1,5 km rispetto all’antica collocazione, a seguito dell’avanzamento dell’attuale linea di costa per il progressivo deposito dei sedimenti alluvionali del fiume.

Questo è un luogo con pochi elementi archeologici visibili, ma di grande interesse per l’importanza dei reperti in esso rinvenuti: dal mistero delle metope arcaiche, fino alle migliaia di ceramiche e di statuette votive ritrovate.

Ai margini del santuario vi è la Masseria Procurali sede del museo narrante che racconta la storia del luogo attraverso filmati, ricostruzioni tridimensionali, video installazioni, effetti sonori e pannelli illustrativi.

Capaccio

Il nome del luogo, originariamente Calpatium (l’attuale Capaccio Vecchia sita nei pressi del santuario della Madonna del Granato), prende origine dal latino Caput Aquae (origine dell’acqua, con riferimento alla sorgente di Capo di Fiume) sorto intorno al IX secolo ad opera degli abitanti di Paestum. L’attuale Capaccio è menzionata per la prima volta in documento del 1051. Dal XII secolo fino al Concilio di Trento divenne sede vescovile. Poco distante, sul versante settentrionale del Monte Calpazio, sono ubicati i resti di Capaccio Vecchio abitato raso al suolo dalle truppe di Federico II e abbandonato nel 1246 in quanto feudo dei Sanseverino, una delle famiglie che partecipò alla Congiura dei Baroni. Fu feudo dei Berengario, dei Sanseverino, dei d’Avalos d’Aragona, dei Grimaldi e dei Doria.

Da visitare sono le torri di Capaccio Vecchia ed i ruderi del castello ristrutturato nel periodo angioino ed utilizzato in seguito come prigione, la Torre di Paestum una costruzione militare a tronco di cono terminante con una merlatura situata in prossimità del mare, il cui interno è diviso in due ambienti sovrapposti raggiungibili attraverso una scala esterna. La Basilica Cattedrale della Madonna del Granato sorta nel I secolo e restaurata nel 1708, l’antica Cattedrale “Basilica paleocristiana” (Chiesa dell’Annunziata) ed il Convento francescano di Capaccio convento edificato dai frati carmelitani nel 1500.

 

Con questo itinerario vi è la possibilità di visitare diverse Tenute ed Aziende situate in zona.

La tenuta Vannulo azienda agricola zootecnica biologica certificata I.C.E.A.

Qui la mozzatura avviene ancora interamente a mano ed il latte impiegato proviene esclusivamente dall’allevamento aziendale, su prenotazione è possibile assistere alle varie fasi della lavorazione. All’interno della tenuta è allestito il Museo Permanente della Civiltà Contadina dove si possono osservare attrezzi ed utensili di uso quotidiano di varie epoche. Il percorso si chiude con l’assaggio dei prodotti caseari.

Il caseificio Barlotti che propone visite guidate e degustazioni a base di latte di bufala. L’azienda agricola Barlotti nata agli inizi del 1900, è una delle più antiche realtà produttive della Piana del Sele di Paestum, nota particolarmente per l’allevamento di bufale.

La cooperativa Rivabianca nata dall’iniziativa di alcuni agricoltori della Piana di Paestum con una pluriennale tradizione di allevamento di bufale, qui è consigliata la visita principalmente a gruppi.

Inoltre possibilità di visita a Paestum, sia in italiano che in inglese, presso l’azienda vitivinicola Cuomo “I Vini del Cavaliere” dove si potranno assaggiare le nuove annate dei loro vini Fiano ed Aglianico.

A pochi chilometri da Paestum presso Rutino, è ubicata l’azienda Alfonso Rotolo. Con una Produzione di circa 60.000 bottiglie l’anno, l’azienda si estende su circa 7 ettari di vigneti tutti allevati a guyot, iscritti alle DOC Cilento Aglianico e Fiano e alle IGT Paestum e Campania.