Mete Naturalistiche

Mete naturalistiche:

  • LA PINETA DI SANT’ICONIO  Marina di Camerota, zona Mingardo.

Una delle mete natulalistiche si trova nel punto in cui la strada litoranea attraversa il Mingardo, ha inizio il sentiero di S. Iconio, un antico tracciato che porta ai ruderi del cenobio di S. Iconio. La passeggiata parte dalla torre del Mingardo e si inerpica sulla “Timpa del Cavaliere” raggiungendo due punti panoramici che si affacciano sulla spiaggia del Mingardo. Continuando a salire si attraversa un bellissimo pezzo di pineta spontanea di pino d’Aleppo con alberi secolari da cui, monaci e contadini, estraevano la resina per ricavarne incenso e pece.

Sant'Iconio meta naturalistica
Sant’Iconio

La pineta si estende lungo la costa dalla foce del Mingardo sino alla località Torre Ferone e si staglia fra rupi ricoperte di euforbie, finocchio di mare, dell’endemica primula di Palinuro e dell’arisario pianta perenne che fiorisce tutto l’anno. Procedendo, il sentiero tocca i ruderi del Cenobio di San Iconio fondato nel IX-X secolo dai monaci basiliani quando furono scacciati dall’Epiro agli inizi del VIII secolo e, continuando a salire, si arriva alla cappella di Sant’Antonio uno dei punti più belli e panoramici dell’intera costa del Parco. Lungo il tragitto del sentiero si trovano diversi punti panoramici che affacciano sia sulla costa che sulla valle del Mingardo, sono presenti inoltre aree di sosta attrezzate ed un rifugio. Dopo aver sostato si scende verso l’uliveto plurisecolare di Vistieli raggiungendo la cappella della Pietà, dalla quale si ammira il panorama del paese medioevale di Camerota.

Tempo percorrenza: 3 ore circa.

Periodo: tutto l’anno.

Difficoltà: media.

  • LA TRAGARA, LE GOLE DEL MINGARDO E IL PAESE FANTASMA DI SAN SEVERINO Mingardo, borgo antico San Severino di Centola.

    San Severino Di Centola mete naturalistiche
    San Severino Di Centola

Altra meta naturalistica si trova nel sentiero che parte dal borgo di San Severino dove ci si incammina per la piccola galleria del 1880  e la vecchia ferrovia abbandonata.
Superato il ponte ad otto arcate in mattoni rossi inizia la salita della Tragara, che offre notevoli scorci panoramici attraversando una bellissima lecceta secolare che cresce sul fianco del Monte Bulgheria, fino a raggiungere il cosiddetto Balcone della Sentinella che affaccia sulle gole del fiume Mingardo e sul Castello di San Severino. Raggiunto il punto di massima altezza, il sentiero incrocia l’Epitaffio un grande muro costruito in direzione nord-sud  per orientarsi, da cui si ammira il panorama su Castelluccio ed il mare di  Palinuro con l’arco Naturale.
Dall’Epitaffio inizia una bella discesa tra il verde che raggiunge una sorgente di acqua utilizzata da tutti i viandanti che percorrevano l’ antica mulattiera della Tragara. Noto anche come Via del Sale o Via dei Briganti, il sentiero era anticamente utilizzato dai briganti ed oggi è frequentato da molti appassionati di trekking. Al termine della discesa si arriva alla strada asfaltata che conduce nuovamente al borgo di San Severino fiancheggiando il fiume Mingardo e le sue gole, sovrastate dalle bellissime pareti dolomitiche del Monte Chiangone e del tozzo del Finocchio.

Tempo percorrenza: 1 ora circa.

Periodo: tutto l’anno.

Difficoltà: facile.