Enogastronomia

Enogastronomia viene identificata grazie alla felice collocazione geografica, alle limpide acque marine, al rigogliosoverde della vegetazione mediterranea e alla laboriosità dewi suoi abitanti, la cucina camerotana si presenta ricca e vegetariana, con elaborati e gustosi piatti di terra o semplici e freschissimi piatti di mare.

Il Cilento è una terrra straordinariamente ricca dal punto di vista gastronomico. Non a caso le abitudini alimentari dai cilentani furono studiate a lungo dal biologo americano Ancel Keys, teorizzante della dieta mediterranea, che visse 28 anni a Pioppi, un villaggio di pescatori del comune di Pioppi. Tra i prodotti tipici spicca il fico bianco del Cilento, da mangiare fresco oppure essiccato e ripieno di noci, mamndorle e finocchietto selvatico, ricoperto di cioccolato o infilzato in stecchi passati al forno. E poi il carciofo tondo di Paestum igp, il carciofo bianco del Basso Tanagro, il cece di Cicerale, il faggiolo di Crotone, l’olio dop del Cilento ottenute dalle olive pisciottane, i vini doc Castel San Lorenzo e doc Cilentano, i liquori all’alloro. Tra i formaggi, il caciocavallo e la mozzarella cà mortedda, avvolta cioè, nelle foglie di mirto. Fra i salumi, squisita la soppressata di Gioi.

Una pietanza tradizionale è la “maracucciàta“, polenta realizza con un legume locale, il maracuoccio, diffuso nel territorio  di Lentiscosa  che si raccoglie nei mesi estivi, a cui viene aggiunto un soffritto di tozzetti di pane in olio d’oliva, cipolla e peperoncino. Inoltre alcuni tipi di liquori ricavati da infusi di erbe aromatiche, come il finocchietto selavtico e il mirto.

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Il territorio costiero tra Marina di Camerota e Pisciotta è inoltre famoso per le ” alici di menaica“, oggi presidio Slow Foo, detto così dalla rete con la quale vengono pescate, formate magli abbastanza larga da bloccare solo i pesci di dimensioni maggiori, lasciando passare i più piccoli. Si possono cucinare in vari modi, o conservare sotto sale in “vasetti” di terracotta, posti in luoghi ventilati. La pasca avviene nel mese di marzo fino ad agosto, utilizando delle barche che prendono anch’esse il nome di menaica.

Non si può non ricordare, tra i piatti della tradizione, la “cicciata“, zuppa realizzata con vari tipi di legumi e granaglie preparata per la ricorrenza di Santa Lucia il 13 dicembre. E’ uno di quei piatti rituali preparato per essere condiviso con i parenti e i vicini in modo da propiziare l’abbondanza del raccolto, e si ricollega ad un piatto della Grecia arcaica, la “pancermina” (unione di tutti i semi). La “Ciaurella”, infine, è una zuppa di fave, bietole, patate e finocchio selvatico, che cresce abbondante in questo territorio.